Il definito (Unheimlich)

Schivo a volte mi fu l’aspro dirupo 
e quell’abisso in cui una breve parte
quest’intima emozione vi descrive.
Ma passando distratto incondensati
spazi per forza d’essa, ed insistiti
brusii e insostenibile tormento
al sentir mi son sfinge, ove a momenti
s’infrange la paura. E se la luna
pallida mira il mio costretto, io quello
estenuato lucore al mio svanir
vo attribuendo. E ribadisco il tempo,
ché l’angustia perenne è pur assenza
e vita: e il suo sfuggir. Così fra tanta
brevità s’inarca il voler mio:
e il riaffiorar m’è amaro a questa terra.
*
[mVis*! – Cagliari, 1 novembre 2018]

 

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