Sos Gosos del manoscritto della Biblioteca Comunale di Sinnai.Introduzione filologico linguistica

Sos Gosos del manoscritto della Biblioteca Comunale di Sinnai.

Introduzione filologico linguistica

in

GOZOS
Componimenti religiosi raccolti nel XVIII secolo
da Francesco Maria Marras.
Trascrizione critica e studi
gozosMAURIZIO VIRDIS
(UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CAGLIARI)

Sarebbe errato pensare al genere compositivo-poetico e musicale dei
gòccius/gosos
soltanto come a qualcosa semplicemente di carattere tradizionale: qualcosa da salvare,
studiare e conservare come patrimonio demologico. Questi componimenti assumono anche un valore letterario, se per Letteratura non intendiamo soltanto la squisitezza del l’unico e del ‘soggettivo’. Se estendiamo il concetto e l’idea di letteratura a quello di una produzione che contempli una ricezione ampia e partecipata, che giochi, come nel me dioevo, sulla variazione più che non sull’invenzione, che sia generatrice di valore di (auto)riconoscimento comunitario sulla base di valori condivisi nel tempo, nondimeno rinnovabili: un’idea che, insomma, acquisisce la propria forma inserendosi in una pratica
di cui quest’ultima è parte primaria, allora – se tutto questo è – i nostri componimenti acquisiscono appieno un valore letterario. Non è forse un caso, anche se la cosa andrebbe meglio indagata, che la raccolta che qui si pubblica dati alla fine del secolo XVIII quando la Sardegna attraversa un momento di riflessione su di sé, sul proprio passato e sul patrimonio politico e culturale che la costituisce come soggetto storico nel concerto di una sua specificità culturale che reggerà poi l’azione politica degli ultimi anni del secolo e del triennio “rivoluzionario”. Contigua e anzi fondante di tutto questo è l’idea di una specificità linguistica e di un patrimonio di scrittura. Andranno pertanto studiate le forme base con cui i gòccius sono impostati e le varianti che di ogni forma si registrano. Igòccius  giocano infatti nell’impreziosimento di
una forma di per sé semplice.
I gòccius sono canti paraliturgici e devozionali. Il nome deriva dal catalano
goigs  [pronuncia:gočs, con C  palatale] a sua volta derivante dal latino GAUDIUM; in logudorese (7) questi canti hanno nome gosos  o gotzos
dal castigliano gosos derivante dalla medesima forma latina. I gòccius/gosos della cui esistenza abbiamo testimonianza nella penisola iberica già nel secolo XIV, furono introdotti in Sardegna dai Catalano-Aragonesi dopo la conquista
leggi

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2 risposte a “Sos Gosos del manoscritto della Biblioteca Comunale di Sinnai.Introduzione filologico linguistica

  1. È davvero una piacevolissima scoperta, specie per chi ami la filologia, riuscire a partare alla luce (ecdotica?) i moltissimi tesori sepolti di cui godiamo nel ns. Bel Paese e no lasciarli seppellire dalla spessa cera dell’indifferenza e dell’arroganza degli ignoranti che pensano di poter fare a meno delle trradizioni. L’adagio medievale dei “nani sulle spalle dei giganti” dovrebbe far riflettere tutti: non esiste futuro senza passato.
    Sempre stimolanti le varie commistioni linguistiche (fra l’altro mi collego spesso con Wikipedia catalana…).
    Alla prossima

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