Le temps de midons (che non mi menta l’altra cosa bella)

Poiché non spero, in te mi struggo e spero,

anima, che ti cerco nell’imago;

traggo partito dall’andar vantando

rabbia che mi consuma; e mi rafforza

in cima alla tua assenza. Ad esser provo,

zittito ed arrogante, sol nell’ebbrezza

intesa in te, la vita pretendendo

a te che a vita mi frapponi indugio

che il tempo mi divora e atteso dona;

col fiore dolce e lieve della morte,

gioia novissima, a me sparso in fronte,

sotto la luna, a mezzanotte, in sorte,

e il soffio tuo mordendomi ai capelli:

che neppure il dolore mi nasconde.

Disio che manco, né il soffrir mi tace,

ermo mio fiore, algido. Ed incolto.

      m!Vis Ca. 14.06.2004

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