Two poems by me

   Hysteron proteron

         (les iels de midons)

Punge l’attesa che mi raggia in cuore,

anima cui non basti più la fonte

torbida di Narciso, e resti angusta

rosa più che non sia la porta stretta,

in te specchiato nell’attesa tua.

Zigrinata rimanga a me la mente,

insoluta al mistero che ti compie

ancor condividendo il tuo tremore.

Sprofondo nei tuoi occhi, specchio terso,

perso ed immerso nella nebbia lieve

ravvisando il fantasma del disio,

oneroso a tradurre nella gioia.

Funambolo ragione si prospetti

oscillante su un filo fragilissimo,

nitido come il dono che t’infonde

dolcezza, figurata in smarrimento,

oltre il senno obbligato che ti mente.

Nuda sul bilico e chiara la mente

elastica si chiede all’intelletto;

intarsia nella carne arriso spirito

trapassando l’assillo del previsto.

Urge però comunque indecifrato,

oberato da errante asimmetria,

il variar discordante del tuo cuore,

omogeneo preteso dal sopruso

che sa te finger solo in eccezione,

col dubbio di sancirlo nel difetto.

Hysteron proteron, sguardo inserrato,

immaginar soglia d’amor ti possa.

m!Vis Ca, 18.12.2003.

_________________________________________

   Strabico amore

                      (la mesure de midons)

Pure domando ancora; e ancor rivolto,

anima sghemba che anomala insisti,

tutto il giudizio che sol sé contempla;

rinuncio ad implicarvi la tua grazia;

insinuo fra me e te sospetto ed ombra

zizzania ruminando in me intestina;

incurvato dal peso del simillimo,

addebito ti mento concludendoti.

Strabico amore, tu pungi discorde

travaglio che m’insegna e non imparo;

rima facile chiedo come un baro

a me stesso, sapendo quanto morde

bene d’amore plasmato all’assenza.

Imperfetta la regola m’avvince

che ti genera, e stana, come lince

occhiuta e pur svagata, l’insipienza:

arte distratta di cui resto avaro,

mentre al computo stan meningi sorde,

ostili e mute a quel che pur s’evince.

Richiedo il suo criterio di coerenza:

eco s’inserra all’anima stupita,

tua mancanza ne vaglio fra le dita.

Urto amaro concorde mi convince

temperando squisita la sua lenza.

m!Vis Ca, 23.12.2003.

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