Laicismo come narcisismo piccolo borghese

Be’, provate a leggere la posizione del comunitarismo; forse lascerete le sterili parrocchiette e stupidi ritualità, e si potràricominciare a pensare. La ragione in efftti ne azzecca tante quante la teologia o la filosia teoretica e altrettanto la scienza. In realtà dietro certo laicismo si nasconde un narcisismo infantile, quello del’no rule no limit’, funzionale alla manipolazione dell’individuo.

da Costanzo Preve: “Filosofia e politica del comunitarismo. Riforma, rivoluzione e conservazione”.

«Le due squadre di calcio identitarie del Dio Sì e del Dio No, infatti, hanno in comune il fatto di non voler discutere in alcun modo il contenuto sociale, comunitario e relazionale contenuto nella parola Dio (come a suo tempo fece Dante Alighieri, oggi abbandonato al pagliaccio politicamente corretto Benigni), ma di discutere unicamente i vecchi argomenti del tutto “innocui”, che si possono riassumere così: da parte della squadra Dio Sì, il fatto che se non si crede non si può neppure più essere morale, tutto diventa relativo, se tutto diventa relativo siamo nel nichilismo, e nichilismo ed immoralismo sono tutt’uno; da parte della squadra Dio No, il fatto che la scienza moderna ha ormai del tutto falsificato la credenza in Dio, e solo poveri di spirito, malati incurabili e babbioni decerebrati possono ancora veramente crederci.

Bisogna ovviamente tenersene fuori. Ma nello stesso tempo non voglio per opportunismo nascondere la mia opinione in proposito, dimensionata ovviamente soltanto nella situazione italiana attuale. Sebbene personalmente non mi possa definire un “credente” (per ragioni in parte greche, in parte spinoziane, ed in parte marxiane), ed agli occhi della CEE (commissione episcopale italiana) potrei essere definito un “ateo”, ritengo che oggi nel dibattito culturale italiano la parte peggiore siano i laiciatei, e la parte relativamente migliore siano i critici del nichilismo di tipo ratzingeriano. Dietro le fanfare scientiste e positiviste degli “atei”, infatti, ci sta la radicalizzazione anticomunitaria del vecchio individualismo iperborghese. E del resto, l’odio verso il comunitarismo (chiamato a volte “populismo”) di costoro è palese. Fra l’Osservatore Romano e Micromega per me non c’è partita. Non riesco a pensare a nulla di peggio di Micromega. Detto questo, metto in guardia dal pensare che quanto ho detto sia il “punto di vista comunitarista ufficiale”. E’ solo il mio punto di vista. E’ assolutamente possibile essere comunitarista e pensarla in modo opposto al mio. A chi però la pensa in modo opposto al mio consiglio amichevolmente un’operazione di storicizzazione, per cui il ruolo dello smascheramento razionalistico della funzione repressiva delle religioni non può essere lo stesso nel 1710 e nel 2010, e per cui oggi l’ateismo è quasi  sempre (non sempre) il mascheramento di un individualismo estremo, di una religione feticistica della scienza, e di una adesione integrale alla forma attuale di ipercapitalismo.

Dopodichè, ognuno la pensi come vuole.»

link all’articolo intero di Costanzo Preve: Filosofia e politica del comunitarismo. Riforma, rivoluzione e conservazione
http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2010/03/Preve-saggio-secondo.pdf

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2 risposte a “Laicismo come narcisismo piccolo borghese

  1. Quante stupidaggini….

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