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l’anima ti darò
Anima, l’anima ti darò se tu mi guardi
perché riposi in seno al tuo sorriso
il mio girovagare che s’avvolge
costretto come trottola impazzita
***
Anima, s’anima mia t’intregu si mi castias,
po ca in codhu ’e s’arrisu chi scaringias
si ’nci potzat arrimmai s’andongiu miu
trottoxendusi tottu arrolia arrollia,
apprettau chi barduffula ammacchiada.Twitter Presnaghe
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Casa Natale
Finestre natali di casa natale
Porta cavalleggeri in dipinto di Ettore Rösler Franz del 1895

Roma – Porta Cavalleggeri (porterula ad turrem langobardorum), oggi

hic (n)omen habui
karalis
animae dimidium meae
universitas karalitana – humanitates
CA -25.VIII.2010 (AIPI)

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L’ultima menzogna. Everyman.
Certo va pure trovato quel fine,
lo dicono, e magari ci s’illude
che ce lo porti in mano la corrente
della vita, ed in vero la natura
dovrebbe riportarci al suo richiamo:
ma il fatto è pure che la vita sogna.Va fatto tutto quello che bisogna,
è questo certo il punto alla fin fine.
Sì, ma è questione d’ordine, e il richiamo
è più d’uno, l’amore che m’illude
per esempio, ed il tempo a sua natura
si stinge via con furia trascorrente.Ora mi trovo qui con l’occorrente,
e pare che mi mettano alla gogna.
Com’è che penso – quasi si snatura –
ch’io tutto resti fermo, e tutto fine
fine si muova intorno a me, e m’illude
abbagliato alla luce d’un richiamo?Come vedessi di sbieco nel richiamo
d’uno specchio il mio viso concorrente
che con faccia di suola disillude
a poco a poco pure la vergogna.
Ma è pure è giusto che vi metta fine.
Che vengo a dire? E dunque a mia naturami metto a raccontare la natura
di quello che è successo, e richiamo
una parola che mi paia fine
e sia bastante a imbrigliar la corrente
di tutto quanto questa storia agogna,
sospeso su di un filo in cui s’illudetale peripezia: perché, chi illude
il bandolo, funzione, la natura:
che non si dica che solo una carogna
io sia? Ventriloquo frugo il richiamo
e l’istanza che dentro, ricorrente,
mi parla dalla soglia, sul confinein cui è imminente il quid dell’amor fine,
aliena grazia che ordina e che illude,
come una scossa viva di corrente
elettrica, e riscuote la natura
d’un desiderio che mi fa richiamo
e dice «io (…?.)» nell’ultima menzogna.Legs
nudo
Teresa
Teresa
Teresa
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Differire
Declinando in visione mie parole spirito chiedo all’ombra, se mai parla, e traspongo il disegno dissoluto che fingevo, così che qui mi resto misurando, sul margine più esposto, l’assillo scritto già impudentemente, trascritto adesso in nuova ultima grazia aspra, che mi costringe e pur mi sazia. Vita del mio pensiero or si sospende incautamente ai bordi della crepa, ove l’anima incrini a me proibita, da tua carne dischiusa: e vi dipani l’allusione ove m’iteri l’epilogo protratto.Roma:Porta Cavalleggeri.
CUM VENTITABAS QUO PUELLA DUCEBAT (revelatio)
Scoprirsi intravista,
che adesso, ecco, si scioglie: para dossi,
che segue ed accompagna, poi li doppia
con man sapiente che l’intoppo sfiora
ed asseconda, e impiccio di caviglie
liberato, infine:
dinamica proposta che il miraggio
nel balenar dell’attimo cattura.
Poi volta in prospettiva
nascondersi, rincorrersi rincaro che dilegua,
mimandosi cercarsi
chieder la propria grazia,
riverberata allure:
e si ritira giocando che d’un piglio
fila la propria tela;
si ha:
l’abito di già docile s’indossa ancora:
ed altro non ne traggo che l'assenza
dove s’annuncia con sommesso abbaglio.ROMA: Porta Cavaleggeri
AMATA NOBIS QUANTUM AMABITUR NULLA (veritatis adspectus)
Mutanze impercettibili. Discioglie infatti lì
domande in gioie, che le declina e lieve
digradandosi ai suoi fianchi segreto si palesa
il suo sorriso che l'effonde nell'aura intrisa
dei ricami in cui s’assesta
verticale letizia sull’inerzia.
E or esimendo la fragile soglia,
muta randa che già vaga cingeva,
dal costume secreto di misura,
che a eludere, profferta, si compiace,
celata essenza ch'emana d'altri spazi
e d’altre non tangibili frequenze,
pur tuttavia s’attesta. S’assicura:
che inerme ancor vi intesse la scrittura,
ogni momento, ancor, della sua storia immota
tramandola all'assenza d’un evento atteso
che la registra intanto, e l'isola. Perché.venus
in articulo
narrare sul filo un confine
che ultimo non è, ma trapassa
nell'ora abolita.
s'incarna lo spirito in verbis
sfigura l'azione:
nel conto
la pone ordinata,
l'ascrive oramai, ma scontata:
le reni gli sonda ed il cuore.
congiungersi, nel tempo scemato
consunto, slabbrato potere
con ciò che voluto l'avrei
- dissidium animae
in littera nova /....../ desidia -
desidera ciò ch'è raggiunto
congiunto che gli ha la parola
col filo che fragile è pure
all'equilibrista che l'osa.
ed ivi nel gioco compone la voce rinata al silenzio
che l'ora riposa, che l'ora gli porge in parola.
Semantica dell'infinitesimo:
ventriloquo in cerca d'istanza
glossando l’intonso volume:
…forse di già nella fatal quiete………Teresa
Ketty the great (DUCCIO)
vale
la morte co la coda
Qua nun ze n’esce: o semo giacubbini,
o credemo a la lègge der Signore.
Si ce credemo, o minenti o paini,
la morte è un passo che ve gela er core.Se curre a le commedie, a li festini,
se va pe l’ostarie, se fa l’amore,
se trafica, s’impozzeno quadrino,
se fa d’ogn’erba un fascio… eppoi se more!E doppo? doppo viengheno li guai.
Doppo c’è l’antra vita, un antro monno,
che dura sempre e nun finisce mai!È un penziere que mai, che te squinterna!
Eppuro, o bene o male, o a galla o a fonno,
sta cana eternità dev’èsse eterna!Giuseppe Gioacchino Belli
oblungo
oblargo
Guccione: riflessi sulla spiaggia
Piero Guccione: L’ombra dell’estate

perlungo bb
BB
Piero Guccione: AMORE
P.Guccione:Nel porto di Messina (1993-1996)
edward hopper: summer interior
E. Hopper: rooms by the sea
Edward Hopper: people in the sun
E. Hopper: entrando in una città
M. Agnoletto: Figura femminile (XX secolo)

so near so far

CA – 25.VIII.2010 (AIPI)
Sarditas

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